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In un Wanda Metropolitano gremito in ogni ordine di posto e davanti a circa 4.000 supporter rossoneri che si sono sobbarcati la trasferta, il Milan di Stefano Pioli si è reso protagonista dell’ennesima grande prestazione di questa stagione e alla fine è riuscito a portarsi a casa l’incontro con il risultato di 0-1.

La vittoria al Wanda Metropolitano tiene in vita i rossoneri

Sino a ora l’esperienza europea dei rossoneri è stata fortemente condizionata da episodi sfortunati e da errori arbitrali che hanno fatto sì che il Milan abbia raccolto molto meno di quanto avrebbe meritato. Sia nella doppia sfida con il Porto che nella gara di andata contro l’Atletico di Madrid, Ibra e compagni avevano infatti dominato il campo per buona parte del match salvo poi raccogliere le briciole. Questa volta, invece, tutto è andato per il verso giusto e così i rossoneri si sono portati al terzo posto nel girone a quota quattro punti, a pari punti proprio con l’Atletico Madrid e con un punto di svantaggio sul Porto.

Ora, nell’ultima partita valevole per i gironi di qualificazione, i rossoneri dovranno necessariamente battere il Liverpool in casa e sperare che l’Atletico vinca o pareggi proprio contro i portoghesi.

L’eroe di serata è Junior Messias

Il mattatore di serata è stato il brasiliano Junior Messias che nei minuti finali è riuscito a bucare la porta difesa da Oblak con un colpo di testa.

Il brasiliano soli cinque anni fa giocava in Eccellenza, la quinta serie del calcio italiano, e alternava l’attività di calciatore con quella di fattorino. Dopo essere esploso con la maglia del Crotone in Serie B ed essere stato notato dal Milan, Messias è quindi riuscito a mettere a segno la prima rete in Champions in carriera coronando di fatto il sogno di una vita. Storie come quelle di Junior Messias ci riconciliano con la vita e dimostrano una volta di più perché il calcio sia lo sport più amato e seguito al mondo.

Ora Pioli si gode un ritrovato Messias e si prepara alla fase decisiva della stagione con la consapevolezza di avere a disposizione una rosa in grado di giocarsela alla pari con tutte anche in Europa e che è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni sotto la vigile supervisione di Ibrahimović.

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