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Dopo 11 partite la Juventus si ritrova a navigare a centro classifica con 15 punti conquistati in compagnia dell’Empoli e dell’Hellas Verona. L’unica nota positiva del momento dei bianconeri è che la zona Champions League è ancora lì a soli quattro punti, ma la sensazione è che se la Vecchia Signora non cambierà subito marcia questa potrà essere ricordata come una delle peggiori stagioni della propria storia recente.

Il tecnico livornese non trova il bandolo della matassa

Dopo aver vinto cinque scudetti in altrettante stagioni e aver raggiunto due finali di Champions League, tre anni fa le strade della Juventus e di Massimiliano Allegri si erano divise. Alla base di quella decisione c’era la volontà della società di puntare su un allenatore come Maurizio Sarri che potesse dare un gioco più brillante ai bianconeri rispetto a quello professato dal tecnico livornese.

Così, però, non è stato e alla fine anche l’avventura di Sarri a Torino si è conclusa dopo una sola stagione condita però dalla vittoria del campionato. Andrea Pirlo era stato quindi individuato come l’uomo cui affidare la ricostruzione del progetto tecnico, ma anche il fuoriclasse bresciano non è riuscito nel proprio intento chiudendo il campionato al quarto posto e ponendo fine a un ciclo vincente che durava da ben nove anni.

Alla vigilia di questo campionato, pertanto, il presidente Agnelli ha deciso di tornare all’usato sicuro investendo sul ritorno di Massimiliano Allegri che, però, almeno sino a oggi non è riuscito a fare la differenza. Le colpe degli scarsi risultati della Juventus sono diffuse e la partenza in estate di Cristiano Ronaldo è andata a pesare oltremodo su una squadra che già ha evidenti lacune tecniche.

I problemi sono strutturali

Come detto, sembra difficile immaginare che i brutti risultati della Vecchia Signora siano imputabili solo all’atteggiamento messo in campo da Dybala e compagni. Questa squadra è costruita male, manca di uomini capaci di fare la differenza da soli e, soprattutto, pecca in esperienza dal centrocampo in su. Bonucci e Chiellini non sono più di ragazzi, Locatelli non può reggere il centrocampo da solo, Rabiot e Bentancur continuano a deludere, Chiesa non riesce a incidere come vorrebbe e Dybala è ancora il lontano parente di quel giocatore che soli tre anni fa incantava in Italia e in Europa. Come se non bastasse, Morata e Kean non riescono a trovare la porta con continuità ed ecco la Juventus dopo anni da dominatrice si è ritrovata a navigare a centro classifica.

Da ora in poi la musica dovrà cambiare, ma la sensazione è che per questa Juventus anche la sola qualificazione in Champions League sarà tutt’altro che agevole.

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